Il 10 ottobre 2025 è entrata in vigore la nuova Legge 132/2025 sull’intelligenza artificiale.
Questa legge rappresenta il primo intervento organico dell’ordinamento italiano per disciplinare lo sviluppo e l’impiego delle tecnologie di Intelligenza Artificiale (IA) e affianca e integra il Regolamento UE 2024/1689 “AI Act”. L’obiettivo è sostenere e promuovere lo sviluppo di sistemi di IA fondati su una visione antropocentrica e sui principi di trasparenza, responsabilità, equità e tutela dei diritti fondamentali. Il provvedimento persegue un equilibrio tra le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e i rischi derivanti dal loro uso improprio, dannoso o, al contrario, dal loro sottoutilizzo.
AI ACT E LEGGE 132/2025
· L’AI Act adotta un approccio basato sul rischio, classificando i sistemi di IA in 4 categorie con obblighi proporzionati. La sua applicazione è graduale: il divieto alle pratiche inaccettabili è già operativo dal 2 febbraio 2025, gli obblighi per i modelli di AI generativa si applicano dal 2 agosto 2025, mentre i requisiti completi per i sistemi ad alto rischio entreranno in vigore il 2 agosto 2026.
· L’approccio italiano punta, invece, su specificità settoriali. La Legge n. 132/2025 non duplica l’AI Act, ma lo integra, disciplinando ambiti lasciati alla competenza nazionale: professioni intellettuali, sanità, lavoro, Pubblica amministrazione e Giustizia.
IA E PROFESSIONI INTELLETTUALI: RESTA CENTRALE IL RUOLO UMANO DEL PROFESSIONISTA
L’articolo 13 della Legge 132/2025 è dedicato alle “Disposizioni in materia di professioni intellettuali”, e stabilisce che l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali è consentito solo come strumento di supporto e per attività strumentali rispetto alla prestazione professionale principale, che deve sempre mantenere la prevalenza del lavoro umano e intellettuale.
La norma stabilisce che l’uso dell’IA da parte dei professionisti deve essere trasparente e finalizzato a supportare, non sostituire, il giudizio umano. È previsto l’obbligo di informare i clienti sull’impiego di sistemi automatizzati, specificando le finalità e i limiti dell’uso dell’IA. Inoltre, l’adozione di tali strumenti deve rispettare i principi di responsabilità e proporzionalità, evitando che l’IA influenzi indebitamente le decisioni professionali.
La legge impone anche obblighi formativi per i professionisti, al fine di garantire una comprensione adeguata dei sistemi di IA utilizzati e dei rischi associati. In caso di danni derivanti dall’uso improprio dell’IA, la responsabilità resta in capo al professionista, che deve essere in grado di giustificare le proprie scelte e decisioni.
FORMAZIONE
La formazione sarà uno degli elementi fondamentali per acquisire le competenze necessarie per gestire questa transizione. Non sarà più solo una scelta del professionista, ma diventa un obbligo con lo scopo duplice di garantire un uso consapevole degli strumenti IA da parte dei degli Studi e prevenire i rischi dovuti a una scarsa comprensione dei sistemi adottati.
SANZIONI
Il Governo è delegato ad adottare, entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi al fine di precisare “i criteri di imputazione della responsabilità penale delle persone fisiche e amministrativa degli enti per gli illeciti inerenti a sistemi di intelligenza artificiale, che tenga conto del livello effettivo di controllo dei sistemi predetti da parte dell’AI.Inizia a scrivere qui...